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Apriti alla vita...il film
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I personaggi

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Laura Viani: Maria di Nazareth
D: Qual è la psicologia del tuo personaggio?
R: Più che all'aspetto psicologico mi piace pensare all' Essere di Maria, nella sua interezza: amore, mente, anima, spirito... Donna forte e silenziosa; rispettosa ma decisa. Ha saputo imparare la sua fede, la sua vita da quel figlio nato da lei, non solo fisicamente, ma con più grande amore nella croce.
D: Cosa ti accomuna ad esso?
R: Non so, in tutta sincerità, cosa io e la Madonna abbiamo in
comune (a parte il fatto di essere entrambe donne e mamme),
ma se provo ad immaginare Maria, la trovo intenta a svolgere la sua vita quotidiana nella normalità che si "trasforma" in straordinario. Mi piacerebbe riuscire a fare altrettanto.
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Paolo Pinnale: Falek
D: Quali sono le caratteristiche del tuo personaggio?
R: Il personaggio che interpreto è multiforme, versatile, poliedrico,
sensibile, credulone... il tipico personaggio che si arrangia con
quello che la vita gli offre. Si improvvisa ladruncolo, guardia romana, falegname, pastore....
D: Come nasce il personaggio? E' difficile per te interpretarlo?
R: Il personaggio proprio per le sue caratteristiche, nasce
casualmente dalle situazioni che si presentano durante lo
svolgersi dell'azione. Per me non è difficile interpretarlo ma non mi identifico in esso.
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Alberto caruso: Iosek
D: Qual è la psicologia del tuo personaggio?
R: l mio personaggio non è nient'altro che quella di un povero ladro catapultato magicamente in un mondo a lui sconosciuto e coinvolto nell'ammirare la vita di Maria e di suo figlio fino al punto tale da sposarne la missione.
D: E' stato difficile per te interpretarlo?
R: Si perchè non finiremo mai di scoprire fino in fondo la vita di
Maria e di meravigliarci del sacrificio di suo figlio.
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Pasquale Quaceci: Giuseppe
D: I tratti peculiari del personaggio che interpreti.
R: Giuseppe è un falegname, un uomo semplice, umile, che non si scoraggia dinanzi alle difficoltà e che impara ad affidarsi completamente a Dio.
D: Cosa ti colpisce di più di Giuseppe?
R: Il suo buon cuore, la sua semplicità, il suo essere uomo comune del suo tempo, ma anche speciale nella quotidianità, per la dedizione con cui adempie i suoi doveri di marito e di padre, nella consapevolezza del ruolo che gli è stato affidato.
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Giorgio Giardina: Il male
D: Quali sono ipersonaggi che interpreti?
R: I personaggi che interpreto apparentemente sono quattro (il fariseo, Pilato, Erode e il serpente) ma in realtà rappresentano le diverse sfaccettature di un unica entità: il "male".
D: Quali sono le loro caratteristiche?
R: Difficile parlare delle loro caratteristiche, in Pilato si nota come
una sensazione di autorità, di potere nell'interpretarlo. Erode è
invece un misto di male e di follia, un concentrato di ira e di
nervosismo, è un personaggio egocentrico, pazzo. Il fariseo è
come una voce di sottofondo che segue Falek e Iosek e li terrorizza (semina zizzania); è
un personaggio più indefinito del quale cerco di dare un'interpretazione più anonima.
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Antonella Schembri: Anna
D: Cosa ti piace di più del tuo personaggio?
R: Ciò che mi piace di più del mio personaggio è il fatto che è una madre, come me. Anna è una madre comprensibile e umile.
Nell'interpretare il ruolo di questa donna straordinaria ho
cercato più di adattare il personaggio a me e di calarmi in esso. La scena che mi piace di più è quella in cui Anna dice che Dio la chiama e la incoraggia a credere, soprattutto, all'incredibile.
D: Hai avuto difficoltà nell'interpretazione?
R: L'unica difficoltà che ho avuto nell'interpretazione è stata quella
di capire se Anna ha subito compreso ed accettato la situazione della figlia o se ha
inizialmente reagito male ma poi ha seguito il volere di Dio.
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